LE CARPE NATALIZIE

Molti ritengono che mangiare carpe per Natale sia una antica tradizione della Repubblica Ceca. In realtà, questa abitudine, come la conosciamo oggi, è stata introdotta 70 anni fa. Quindi si tratta di una tradizione molto recente. Gli usi e costumi natalizi, che erano in auge prima, si basavano sulla vita delle persone, sulle loro credenze e sul ciclo dell’anno. Natale era molto importante per loro e, costituendo una vacanza nel mezzo dell’inverno, forniva alla gente forza per affrontare i rigidi mesi seguenti. Festeggiare il Natale in questo modo implica una tradizione che ha profonde radici nella Repubblica Ceca ed ogni tradizione porta con se il proprio significato.

Sia che traiamo ispirazione dal Natale tradizionale dell’Antica Boemia, che dalla forma più moderna, non dobbiamo comunque dimenticare la compassione per gli altri esseri viventi che abitano questo pianeta assieme a noi. È possibile in ogni caso scegliere una versione priva di crudeltà del tipo di Natale che preferite celebrare. Potete sempre rifiutarvi di prendere parte volontariamente all’uccisione di milioni di carpe e, con ciò, celebrare delle festività di vera pace ed amore. Non dimenticatevi che, se a Natale c’è una carpa sul vostro piatto, le vostre mani sono sporche del sangue di una creatura innocente, ed è proprio allora che la nostra definizione usuale di Natale diventa un ossimoro.

La carpa è un piatto tradizionale Ceco per la cena della Vigilia di Natale. Ciò comporta molta crudeltà nel periodo Natalizio nella Repubblica Ceca. Queste carpe vengono vendute per le strade pochi giorni prima di Natale. La gente le compra ancora vive oppure le fa uccidere direttamente davanti ai propri occhi. Il sangue scorre per le strade. Se non vi piace questa tradizione cruenta e volete dimostrare la vostra compassione verso questi pesci, potete organizzare delle proteste davanti alle ambasciate della Repubblica Ceca del vostro paese. Fate in modo che il mondo sappia che questa carneficina deve finire. Vi preghiamo di informarci nel caso organizzaste una manifestazione e vi ringraziamo per il vostro sostegno.

Il Natale ed i modi di celebrarlo in passato

I nostri antenati erano avvezzi a fare buon uso di qualsiasi cosa la natura offrisse loro. Vivevano in armonia, seguendo i ritmi delle stagioni ed il loro stile di vita era plasmato su di esse. Sebbene utilizzassero gli animali per cibarsene, non eseguivano uccisioni di massa su di loro, l’allevamento intensivo non esisteva ed avevano un atteggiamento più umile nei confronti dei doni della natura ed, in generale, sapevano apprezzare molto di più le cose.

Nei giardini e nei frutteti, coltivavano i raccolti che costituivano una delle loro maggiori fonti di sostentamento. Poiché gli inverni erano molto rigidi e non era quindi possibile coltivare durante tutto l’anno, facevano scorte per l’inverno – per Natale. Prima di Natale si digiunava fino alla Vigilia. La percezione di quel giorno era molto diversa da quella odierna. Non si trattava certo di mangiare grandi porzioni durante la cena.

La gente era solita preparare i piatti soprattutto con legumi, funghi, frutta e verdura precedentemente messi da parte. In alcune zone del nostro paese era prevalente l’uso di un menù formato da nove o dodici portate – un menù che consisteva negli ingredienti appena menzionati.

Questi cibi non solo rivestivano un ruolo importante per il loro valore nutritivo, avevano anche un loro carattere simbolico. Si credeva che la zuppa infondesse forza, i piselli unissero le persone nonostante le loro differenze, il kuba facesse entrare in casa gioia e benessere; le mele incarnavano la fertilità e la salute, le lenticchie rappresentavano l’abbondanza di denaro e le noci venivano considerate come simbolo di saggezza.

Pranzo di Natale

  • “kuba” (piatto tradizionale a base di orzo, n.d.t.) ai funghi
  • miglio con i funghi
  • “mushy peas” (una specie di purea di piselli)
  • lenticchie
  • zuppa di cavolfiore
  • insalata di patate
  • pancake con conserve
  • pane fatto a mano
  • frutta secca e noci

Il Natale oggi

Col passare degli anni, una festa di amore, pace e benessere è stata trasformata in una occasione di stress, commercio ed uccisioni. Non si è conservato praticamente niente delle abitudini e delle celebrazioni originali. Le persone non osservano più il digiuno e sotto la spinta incessante della pubblicità e delle inserzioni comprano tutto ciò che possono. L’ingordigia umana si sta facendo spazio, mentre la modestia retrocede, assieme al vivere in armonia con la natura. Al posto di scenari innevati pieni di pace, le città sono piene di tinozze dove vengono tenute le carpe vive. Le carpe vengono poi uccise su richiesta proprio davanti agli occhi degli acquirenti. Questo è il modo in cui le città si trasformano in bagni di sangue, pregne di crudeltà ed omicidi ad ogni angolo di strada, proprio alla vigilia di una festa di pace ed amore.

Un essere vivente, guardando con disprezzo altre creature viventi, si arroga il diritto di mettere nel proprio menù di Natale carpe (ed altri tipi di pesci). Quindi la gente festeggia allegramente sopra i corpi martoriati di animali morti. Sfortunatamente molti si rifiutano di vedere questa cosa per quello che realmente è, ed anzi, vanno fieri di ciò che fanno.

Sapete cosa deve sopportare una carpa prima di finire sulla vostra tavola?

In natura, le carpe vivono sui fondali fangosi degli stagni durante i mesi invernali, la loro attività corporea diminuisce, il metabolismo rallenta e vivono principalmente grazie alle scorte che hanno accumulato durante l’estate. Questo processo viene disturbato dalla pesca intensiva nei laghetti.

Tutto ciò avviene solitamente in ottobre e si tratta di un’esperienza molto traumatica per i pesci. L’acqua viene lentamente drenata dallo stagno ed i pesci vengono quindi indotti a nuotare dentro le reti, tirando colpi sulla superficie dell’acqua con paletti di legno. È una pratica molto crudele, che comporta spesso sofferenza da parte dei pesci, ciò nonostante da alcune persone viene ancora considerata come un divertente evento sociale.

Dopo questa operazione, i pesci vengono messi in cisterne, nelle quali si trovano a portata di mano di persone che possono fare con loro ciò che vogliono. Le cisterne sono spesso piene zeppe di pesci, per cui il posto a disposizione è molto esiguo. All’interno si trova solo acqua pulita, perché la gente non ama il gusto ed il sapore del fango. Perciò alle carpe viene tolto il diritto a prepararsi per l’inverno ed a condurre la propria vita in modo naturale. Vengono inoltre private di una nutrizione adeguata, in modo che non ingrassino troppo, cosa che risulta più dietetica per i consumatori. Il grasso delle carpe è anche un mezzo di trasmissione dell’odore del fango, anche questo poco appetibile per molte persone. Perciò i pesci sono affamati, privi di energia e sottoposti ad ulteriore stress a causa delle condizioni innaturali ed inappropriate in cui vengono tenuti.

Per il trasporto delle carpe vengono utilizzate casse speciali, ed anche qui vi è poco spazio per i pesci. Questo è il motivo per cui i pesci si feriscono e sono sottoposti a stress. Quando giungono alla destinazione prefissata, dopo un periodo di tempo sproporzionato, vengono caricati nuovamente in vasche.

La legge fissa alcune regole per esercitare l’attività di pescivendolo per strada ma, sfortunatamente, vengono fatte rispettare di rado. Sovente i pesci vengono stipati in gran numero in vasche non abbastanza capienti, con insufficiente ossigenazione e scarsa acqua a disposizione. L’uccisione comporta spesso pratiche proibite, come infilare le dita nelle branchie del pesce. La gente considera normali tali pratiche e dimentica che le carpe e gli altri pesci sono esseri viventi, capaci di formare legami sociali, di provare paura, dolore e sofferenza. Il fatto che le carpe Ceche ed altri animali su questo pianeta debbano patire enormi sofferenze, solo per le papille gustative e le abitudini delle persone, è immorale.

La carpa, essendo un pesce, non può né gridare aiuto né usare i gesti per far capire alla gente che sta provando un dolore insopportabile. Questo rende più semplice per le persone ignorare i diritti ed i bisogni dei pesci in genere. Le carpe, affamate, sottoposte a stress di ogni tipo, ferite ed indebolite, vengono quindi lasciate molti giorni per strada a soffrire nelle vasche. L’assurdità insita nel vedere gli addobbi di Natale assieme al sangue nella stessa strada, è sbalorditiva. Come mai sono così poche le persone che si accorgono della morte di qualcuno? La legge del nostro paese ha fissato delle procedure per uccidere queste creature, prestabilendo e rendendo con ciò possibile la loro uccisione di massa, che avviene proprio sotto gli occhi di persone, pronte a portare la morte nelle proprie abitazioni ed a gioire, mentre aspettano di servirla in tavola per la cena di Natale.

Fatti

E come è la situazione se ci limitiamo alle carpe? Le carpe nella Repubblica Ceca vengono allevate in tali quantità da soddisfare non solo la domanda interna, bensì anche quella del mercato estero. Le statistiche per l’anno 2013-2014 mostrano ciò – la produzione di carpe è cresciuta da 16.809 a 17.833 tonnellate. Circa la metà di tutti i pesci rimane in territorio Ceco, mentre il resto viene esportato all’estero. A questo scopo viene utilizzata una superficie lacustre di circa 43.000 ettari.

Esiste poi un gruppo di animali invisi come la peste perché distruggono il laghetto ed il territorio circostante. Sono animali quali il grande cormorano, la lontra europea e l’airone grigio. Questo prova solamente che gli uomini si comportano come se fossero superiori, concetto che esprimono per mezzo della pesca organizzata o piuttosto con la domanda di mercato. Così, ancora una volta, siamo di fronte ad una situazione in cui la vita di un animale viene valutata a livello monetario. Come può l’avida razza umana anche solo azzardarsi a concepire una simile idea? Perché le persone guardano gli altri dall’alto in basso e pensano di avere il diritto di fare ciò che vogliono con altri esseri viventi, incluso quello di decidere dall’inizio il corso del loro destino e di controllare le loro vite? Non esiste neppure un valido elemento a sostegno del fatto che la gente abbia il diritto di fare ciò.

Le statistiche

La produzione ittica totale nella Repubblica Ceca sta aumentando. Lo scorso anno, tale produzione ha raggiunto le 20.135 tonnellate, in confronto alla cifra di due anni fa – 19.358 tonnellate. Il consumo annuale è rapidamente aumentato da 0,02 kg a 3,73 kg pro capite.

Alternativa

Perché non mangiare una carpa per Natale

Non esiste una ragione oggettiva per consumare carne di carpa a Natale. L’industria carnea provoca gravi danni all’ambiente, è moralmente inaccettabile e niente affatto necessaria. In questo periodo dell’anno, gli uomini nei paesi sviluppati possono scegliere tra un enorme quantità di cibi vegani e il veganesimo, in quanto scelta dietetica, è considerato adeguato in ogni fase dello sviluppo umano. Perciò la scelta spetta ad ognuno di noi – si può scegliere optare per la via della compassione e diventare vegani, oppure prendere volontariamente parte all’uccisione di massa, a livello mondiale, di dieci miliardi di animali all’anno. Se avete dei quesiti, qui c’è una piccola tabella per voi.

La carne di carpa è sana e molto gustosa. La carne di carpa è fondamentalmente, per prima cosa, una parte del corpo di un animale ucciso. Il gusto ed il piacere momentaneo di un essere umano non valgono di più rispetto alla vita di un animale. Potremmo ragionare sugli effetti benefici che può avere per la salute il fatto di mangiare massa muscolare di pesce, ma una dieta vegana, se ben studiata, non è carente di nessun elemento nutritivo, quindi non vi è nessun motivo per uccidere degli esseri senzienti.
La carpa è di facile reperibilità, non solo in occasione del Natale. Inoltre è a buon prezzo. L’allevamento di pesci con le quantità odierne ha degli effetti molto negativi sull’ambiente, quindi influenza le condizioni di vita dell’intero pianeta. Molte delle influenze negative risultano proprio nel fatto che il prodotto sia a buon mercato.
È una tradizione e a me piace. Come abbiamo già detto, il consumo di carpe nella Repubblica Ceca non è invero una tradizione molto antica, al contrario di quanto comunemente si creda. Ci si può facilmente rifare alle tradizioni dell’Antica Boemia o inventarsene di nuove, anche simili a quelle del nostro tempo, ma rendendole migliori, tramite l’inclusione di un sentimento di compassione verso tutti gli esseri viventi che popolano il nostro pianeta. Non consideriamo i piaceri della gola più importanti della vita di qualcuno: scegliamo la via della compassione.

Cosa posso fare io?

La cosa migliore sarebbe passare immediatamente al veganesimo. Ciò significa rinunciare a qualsiasi prodotto animale – né carne né prodotti carnei, né latte né derivati del latte, né uova né prodotti che contengano tali ingredienti. Informarsi bene sulle pratiche in uso nell’allevamento animale e in altri ambiti nei quali vengono utilizzati gli animali. Smettere di pagare per tenere gli animali in gabbia, smettere di visitare circhi e zoo, non comprare prodotti in lana o in pelle. Col passare del tempo, inizierete a considerare gli animali come creature meravigliose con una propria ragione di vivere e capirete che non sono inferiori agli esseri umani e che non si meritano il trattamento che ricevono da noi.

Potete intraprendere questo percorso un passo alla volta o tutto d’un tratto, dipende da voi. Il cambiamento vi potrà sembrare troppo gravoso o irraggiungibile, ma una volta che avrete iniziato questo cammino, l’unica cosa della quale vi pentirete sarà di non averlo fatto prima.

Cambiamo tutti insieme l’atmosfera prenatalizia e battiamoci per un trattamento etico degli animali, un reintegro nella natura e una ritrovata armonia con tutto ciò che è vivente. Smettiamo di fingere di essere superiori e finiamola di rappresentare la nostra specie come piena di impudenza senza fine e priva di rispetto o compassione. Combattiamo uniti per chi non è in grado di difendersi da solo. Se anche tu sceglierai la via dell’uguaglianza fra tutti gli abitanti della terra, mostra a tutti la verità, che si cela dietro una tradizione che infligge dolore e abusa dei pesci in modo premeditato. Puoi organizzare delle campagne assieme ad altre persone in prossimità dei pescivendoli per mostrare le crudeltà perpetrate nei confronti di questi animali indifesi. Segui la nostra pagina web, dove vengono organizzate queste campagne potenziali, così da potervi prendere parte. Informati ed informa le persone a te vicine. Dimostra che il Natale può essere festeggiato senza nessuna crudeltà sugli animali. Non aver paura di usare la tua voce per chi non può farsi sentire da nessuno.